Il progetto

Il progetto, partito a fine gennaio 2020 che ha durata di 30 mesi,  prevede l’upgrade della digestione anaerobica – processo su cui si basa la bioraffineria – che suppone un pretrattamento innovativo degli scarti organici al fine di indurre la fermentazione ad acidi grassi ad alto valore aggiunto dalla frazione liquida, e la produzione di biometano e concime di qualità dal residuo solido.

Il potenziale valore economico deriverà dalla mitigazione dei costi di smaltimento, dalle entrate per la vendita dei prodotti e dagli incentivi per il biometano. Il tutto comporterà una riduzione consistente di emissioni.

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Il progetto mira a:

 

– sviluppare un approccio scientifico finalizzato ad informare al meglio i cittadini sulla sicurezza dal punto di vista ambientale e della salute umana;
implementare tecnologia di trattamento dei rifiuti organici per un’applicazione “scalabile” sul mercato verso un’economia zero-carbon e bio-based;
– valutare il rischio biologico dell’intera filiera proposta;
– ottimizzare resa e composizione selettiva degli acidi grassi a catena corta per via fermentativa dall’estratto di scarti organici pretrattati;
– individuare dei meccanismi chiave della “chain elongation” microbica al fine di poter prevedere ed indirizzare il processo alla produzione del composto target;
– procedere all’applicazione innovativa di nanoparticelle funzionalizzate per adsorbimento e recupero selettivo del composto target.